Da:PEACEREPORTER
L'Irlanda vota sì al Trattato di Lisbona. Si avvicina la ratifica del documento - illeggibile e monumentale - che disegnerà la nuova Europa, un super-Stato senza mandato di rappresentanza che cambierà il nostro futuro
Solo Sinn Fèin, il partito nazionalista che un tempo era definito il 'braccio politico dell'Ira', ha fatto campagna per il 'no'. Tutti gli altri, politici, economisti, imprenditori, uomini di spettacolo e anche il padrone della Ryanair Michael O' Leary, hanno fatto leva su paura e preoccupazione: se non avesse vinto il 'sì', l'Irlanda si sarebbe ulteriormente allontanata dall'Unione Europea, e la crisi economica nazionale si sarebbe (forse irrimediabilmente) aggravata.
Ultima tappa (se Polonia e Repubblica Ceca non si metteranno di mezzo) di un tortuoso e tormentato processo di ratifica, il voto irlandese è una vittoria per i burocrati dell'Unione. Il 'no' irlandese del giugno scorso, quando una analogo referendum bocciò il Trattato, è stato spazzato via anche da alcune garanzie promesse all'Irlanda dagli euro-burocrati: non verrà obbligata a legalizzare l'aborto, non perderà controllo sulla fiscalità, non vedrà minacciata la propria neutralità. Oggi sembra che l'integrazione europea, che avrà nel Trattato il suo pilastro, rappresenti la garanzia più sicura contro l'isolamento. E in un mercato economico-finanziario fortemente globalizzato, dove le crisi, sempre più frequenti, provocano incontrollati e devastanti effetti-domino, isolarsi significa morire.
Da qui si evince che vincolarsi - e il Trattato di vincoli ne contiene parecchi - è una scelta, o un'imposizione, obbligata. E che l'euroburocrazia ha il coltello dalla parte del manico. Il secondo referendum irlandese è la prova del fatto che la volontà di una nazione, ovvero del suo corpo elettorale, può passare in secondo piano di fronte alla ragion di Stato di un'Europa alla disperata ricerca di una soluzione alla sua crisi istituzionale.
Il trattato non è che la riproposizione di una 'Costituzione europea' che, al momento della sua elaborazione, rivelò l'impossibilità di conciliare le esigenze di tutti i Paesi che avrebbero in futuro dovuto ratificarla. Così, nel 2007, una gruppo di lavoro capeggiato da Giuliano Amato, si mise al lavoro per proporre una versione 'emendata' della Costituzione in perfetto stile gattopardesco.
Il Trattato è oggi l'integrazione di altri trattati dell'Unione, un monstrum di regole e leggi lungo 2.800 pagine. Incomprensibile ai cittadini europei, se non ai suoi stessi estensori, il Trattato ha la finalità di assicurare, su questioni chiave, maggiore controllo agli organi dell'Unione Europea a scapito di quelli degli Stati nazionali. Garantirà enormi poteri a istituzioni che nessun cittadino elegge direttamente (il Consiglio Europeo, che assumerà il ruolo di presidenza, la Commissione Europea e il Consiglio dei ministri, che sarà l'esecutivo, la Corte europea di giustizia, che sarà il sistema giudiziario). Sancirà con forza i principi del libero mercato e la necessità di una difesa comune europea, con la conseguente erosione dei diritti dei lavoratori e del social welfare e la progressiva militarizzazione del continente.
Spesso i poteri del super-Stato europeo, estesi a 68 nuovi settori dove la possibilità di veto di singoli Stati verrà perduta, saranno superiori a quelli dei Paesi membri. I parlamenti nazionali saranno spesso subordinati, dovendo 'obbedire,' anche se in linea di principio, a prescrizioni come quella contenuta, ad esempio, nell'articolo 8c: "I Parlamenti nazionali dovranno contribuire attivamente al buon funzionamento dell'Unione". Implicitamente, ciò significa privilegiare gli interessi della nuova Unione rispetto a quelli dei singoli Stati.
I detrattori del Trattato sostengono, forse non a torto, che l'Unione Europea diventerà uno Stato. Ciò che non è oggi. La Ue non ha personalità giuridica, essendo il termine 'Unione' solo un concetto, che abbraccia le relazioni tra i 27 Stati membri. Relazioni, che, secondo quanto riporta uno dei maggiori esperti (e oppositori) al Trattato, l'irlandese Anthony Coughlan (docente di politiche sociali al Trinity College di Dublino), coprono la Comunità europea, area dove sono attive leggi sovranazionali, e le aree 'intergovernative' di giustizia, politica estera, interni, dove le leggi europee non hanno potere. Il Trattato cercherà di fondere le due aree, assorbendo sempre di più le competenze nazionali, come stanno dimostrando le sempre più manifeste tensioni verso una politica estera e di sicurezza comune e una difesa militare comune.
"Se ci deve essere una federazione europea democratica e accettabile - argomenta Coughlan - il requisito costituzionale minimo dovrebbe prescrivere che le leggi siano proposte e approvate dai rappresentanti direttamente eletti, o nei parlamenti nazionali, o in quello europeo. Sfortunatamente, non è così".
Molti lamentano soprattutto l'incomprensibilità e la lunghezza del Trattato. Come un blogger del sito 'OpenEurope', che ben sintetizza l'insofferenza di molti cittadini europei: "Volete fare come gli Stati Uniti d'America? La loro Costituzione era comprensibile a tutti. Fate allora di dieci pagine massimo, questo trattato. Poi fatelo votare agli elettori nazionali. Solo così, con una Costituzione che contenga le disposizioni essenziali si potrà creare un'entità capace di sopravvivere alla prossima crisi, e soprattutto otterrà il benestare dei cittadini. Tutti i governi si reggono sul consenso, tacito o esplicito, dei governati. E rinunciare a tale consenso nella creazione dell'Unione Europea vuol dire andare in cerca di grane". Come dargli torto?
Luca Galassi
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domenica 4 ottobre 2009
giovedì 10 settembre 2009
TE' VERDE

Da qualche mese a questa parte sono diventato un bevitore abituale di te' verde e ora lo preferisco al cafe',la mattina vi posso assicurare che un buon te verde(puro si intende foglie che potete trovare in qualsiasi erboristeria) da' una spinta diversa alla vostra giornata, a parte esser un toccasana come riportato in seguito.
In merito a questo ho caminciato a valutare il valore della medicina naturale orientale che si basa su antiche tradizioni,sicuramente diverse da quelle delle multinazionali farmaceutiche occidentali che pur di rifilarti per qualsiasi male un loro prodotto sarebbero disposti a tutto, anche a boicottare l'uso della medicina naturale.
Che il tè verde fosse un toccasana, un elisir di lunga vita, gli Orientali lo dicevano da secoli. Poi la ricerca medica occidentale ha iniziato a studiarlo, facendo le stupefacenti scoperte di cui si parla nell’articolo: è anticolesterolo, antinfarto, antitumore…e molte altre cose ancora!
Il té verde si ricava dai germogli delle foglie e dalle foglie giovani della pianta conosciuta come "camellia sinensis".Le sue origini si perdono nel tempo; in Cina si narra che l'imperatore Shen Nung fu il primo bevitore di té verso il 2700 a.C., mettendo le foglie della pianta dentro una brocca di acqua bollente dando così inizio a questa usanza.
Tè verde e cancro.
Uno dei più interessanti sviluppi della ricerca degli ultimi anni è stato lo scoprire le straordinarie proprietà di anti-invecchiamento e anti-cancro del té verde. Si è riscontrato che i paesi con alto consumo (principalmente Cina e Giappone) hanno una bassa percentuale di ammalati di cancro. In Giappone, le donne che insegnano la cerimonia del té (perciò assumono molto più té rispetto la media), sono note per la loro longevità; casi di morte per cancro in questo gruppo sono molto rari.Le pecentuali di cancro al seno, colon, pelle, pancreas, esofago e stomaco sono estremamente basse fra i bevitori di té verde.
Che altro può fare?
Storicamente il té verde è stato usato per correggere malattie quali allergie, arteriosclerosi, asma, colera, raffreddore, congestioni, tosse, depressione, diarrea, infezioni digestive, dissenteria, fatica, mal di testa, epatiti, e tifo.
In Cina medicine prodotte con i polifenoli del té sono usati per trattare epatiti, nefriti e leucemia.
Il té verde può eliminare i batteri. Prenderlo con i cibi può ridurre il rischio di avvelenamento da alimenti, può eliminare i batteri del cavo orale che causano carie e alito cattivo.
I giapponesi bevono il té verde per evitare l'alito cattivo causato da alcuni cibi. Gli effetti deodoranti delle sue foglie sono conosciuti da secoli, difatti sono state tradizionalmente usate come deodorante.
Il té verde reprime diversi virus, incluso quello dell'epatite e, recentemente all'Università di Nagoya, Giappone, è stato indicato che può inibire l'enzima usato dal virus HIV per la sua riproduzione.
Come prepararlo correttamente.
Per non distruggere parte dei principi attivi del té verde è consigliato che l'acqua che si versa nella tazza o nella teiera (secondo il metodo scelto) non sia bollente, ma qualche grado inferiore (circa 80°C); lasciare in infusione per non più di 1.5-2 minuti.
Valido anche per altre bevande: non bere liquidi molto caldi, meglio tiepidi.Con così tanti benefìci per la salute, sarebbe saggio se noi italiani, invece del cornetto e cappuccino, cominciassimo a considerare ed apprezzare questa bevanda, prezioso dono della natura.
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