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sabato 19 settembre 2009

Il genocidio sociale dell'Argentina


Il documentario bellissimo per chi e' interessato alla storia di un popolo portato alla fame dai tradimenti e dalle politiche di multinazionali mondiali e di uno stato senza scrupoli e' stato diretto da Fernando Solanas.
I responsabili della vendita dello stesso popolo ai propri interessi e agli interessi dei soliti vigliacchi avidi made in U.S.A e EUROPE vengono messi allo scoperto.

False promesse in pochi anni hanno portato a un declino inaspettato un Paese con delle ricchezze inestimabili come futili se poste in mano di pochi e sbagliati. Il popolo Argentino che non ha mai smesso di lottare anche senza un pezzo di pane sulla tavola o un tetto sulla testa,ci racconta e ci da un esempio di cosa voglia dire permettere privattizzazioni e di come da un giorno all' altro la vita possa cambiare cosi radicalmente fino alla fine.

Il documentario e' esplicativo guardatelo perche' forse noi in Italia potremmo svegliarci un giorno e dover prendere atto dei nostri comportamenti futili e di menefreghismo riguardo a quello che ci succede attorno.
Allora si che forse alzeremo il culo dalle nostre poltrone per rivendicare quello che ci abbiamo fatto rubare sperando che non sia troppo tardi.
Sperando di avere le palle di reagire con il morso della fame dentro!

Il documentario e' disponibile diviso in 12 parti su youtube vi lascio il link di seguito buona visione

DIARIO DEL SACCHEGGIO (Fernando Solanas)



"La tragedia che noi argentini abbiamo vissuto con la caduta del governo del presidente Fernando De La Rua mi ha spinto a tornare alle origini, quando la ricerca di una identità politica e cinematografica e la resistenza alla dittatura militare mi convinsero, negli anni Sessanta, a realizzare L’ora dei forni (1968). Ora, la situazione è cambiata. In peggio. Come è possibile che nel granaio del mondo si soffra la fame? L’Argentina è stata devastata da una nuova forma di aggressione, silenziosa e sistematica, che ha lasciato sul campo più vittime di quelle provocate dalla dittatura militare e dalla guerra delle Malvine. Nel nome della globalizzazione e del più selvaggio liberismo, le ricette economiche degli organismi finanziari internazionali hanno portato al genocidio sociale e al depauperamento della nazione. "
Fernando Solanas

Questa opera data la grandezza dell' argomento e' stata divisa dal regista in due parti una e' appunto il documentario Diario del Saccheggio che parla della crisi e dei suoi responsabili e la seconda,che non sono riuscito a trovare in Italiano,e' ARGENTINA LATENTE sulle vittime della devastazione, i milioni di poveri e di disoccupati e i modi da questi utilizzati per affrontare la crisi.

ARGENTINA LATENTE



In memoria di tutti i Desaparecidos
MGHX

venerdì 18 settembre 2009

The Constant Gardener

The Constant Gardener - La cospirazione è un film del 2005 diretto da Fernando Meirelles.

TRAILER



Il film parte dall'incontro tra l'attivista politica Tessa (Rachel Weisz) e il diplomatico Justin Quyle (Ralph Fiennes).

Ai fatti che accadono contemporaneamente alla narrazione si affiancano i numerosi flash back del protagonista. Tessa e Justin si incontrano e hanno uno scontro verbale a una conferenza tenuta da quest'ultimo. Da allora non si lasciano più e decidono di sposarsi.

Troviamo poi la coppia in Kenia con Justin a capo dell'Alto Commissariato Britannico.

La loro vita scorre tranquilla tra l'aiuto che Tessa cerca di dare alla popolazione locale, la cura quasi maniacale che Justin dedica al suo giardino e l'attesa di un bambino.

La donna sembra legare molto con la popolazione e stringe amicizia in particolar modo con un medico indigeno, Arnold Bluhm (Hubert Koundè).

Un giorno Arnold e Tessa si recano in una regione remota del Kenia: Tessa viene uccisa e il suo accompagnatore, sospettato di omicidio, è scomparso.

La polizia locale dichiara a Justin Quayle che probabilmente si tratta di un delitto passionale ma l'uomo, convinto dell'amore che lo legava alla moglie, non crede a questa tesi e cerca di scoprire da solo la verità.

Piano piano il diplomatico si avvicina a una sconcertante scoperta che porta a galla la verità su tutte le sperimentazioni farmaceutiche condotte dalle multinazionali sui popoli africani. Molte aziende infatti, testano sulla popolazione keniota dei farmaci altamente tossici, aggravando le varie epidemie che mietono milioni di vittime al giorno (HIV, tubercolosi e malaria).

domenica 13 settembre 2009

La meglio gioventù

La meglio gioventù è un film del 2003, diretto da Marco Tullio Giordana. Racconta quarant'anni di storia italiana, dal 1966 fino alla primavera del 2003, attraverso le vicende di una famiglia.

La pellicola

Il film era stato prodotto originariamente per essere trasmesso dalla RAI in 4 puntate. La RAI ne sospese la messa in onda sui teleschermi posticipandola a dopo la presentazione al 56° Festival di Cannes, dove il film vinse il premio come miglior film della sezione Un Certain Regard. Il film uscì quindi nelle sale italiane il 22 giugno 2003, diviso in due atti di tre ore ciascuno. Successivamente fu trasmesso su Raiuno in quattro puntate da 90 minuti ciascuna nei giorni 7, 8, 14 e 15 dicembre 2003, con notevoli dati di ascolto. Nella primavera del 2006 è stato replicato in prima serata su Raitre. È uscito anche negli USA nel corso del 2005 ricevendo un'ottima accoglienza da parte dei critici (tanto da guadagnare la prima posizione nella classifica stilata da Metacritic per l'anno 2005).

Trama

Al centro della storia sono due fratelli, Nicola e Matteo Carati, che vivono inseparabilmente gli anni dell'adolescenza fino a quando l'apparire nella loro esistenza di una ragazza con gravi problemi psichici cambierà le cose. Le loro vite poi prenderanno strade diverse: dopo un lungo viaggio in Norvegia, Nicola si laureerà in medicina (psichiatria), mentre Matteo entrerà nell'esercito e, successivamente, nelle forze di Polizia.

La vita della famiglia Carati s'intreccia con le vicende italiane durante l'arco di quegli anni, vengono così ripercorsi i fatti salienti che hanno accompagnato la storia della nazione: l'alluvione di Firenze, il sessantotto, il periodo della lotta armata e delle Brigate Rosse, Tangentopoli, fino alla morte di Giovanni Falcone. Nel corso della storia è rivissuto con sguardo nostalgico lo scorrere del tempo passato, le diverse abitudini, la gioventù che lascia il posto ai problemi dell'età adulta.

Avrei voluto vivere in quegli anni mi sarei sentito meno inutile...in un italia ancora sveglia e combattiva stralcio di italia del popolo da ricordare

giovedì 10 settembre 2009

Megacities: viaggio nelle periferie di Bombay, Città del Messico, New York e Mosca


Megacities, il documentario di Michael Glawogger, un itinerario inquietante ed affascinante ai margini di quattro grandi megalopoli: Bombay, Città del Messico, New York e Mosca. Un mosaico di situazioni rappresentate in sequenze brevi e quasi prive di dialogo. Dodici storie di persone che vivono in maniera precaria, ma con una capacità di cavarsela e un’immaginazione fuori dal comune. Una donna attempata si esibisce e si lascia palpeggiare nei teatri pulciosi di Città del Messico, un giovane moscovita truffa una troupe televisiva, un uomo setaccia le fogne di Bombay alla ricerca di qualche rottame, un ambulante vende camicie indiane per le strade di New York. Seguirà l’incontro con il fotoreporter Luca Bracali (Nazca Pictures). ­Da venti anni gira il mondo per raccontare luoghi, culture e civiltà. Bracali scrive e fotografa per le principali testate italiane di sport, viaggi e turismo.

Vidi in spagna un paio di anni fa' con mia madre e mia sorella il remix di questo film mixato e suonato dal vivo dai SOFASURFERS,si trattava di una performance splendida di videoremix dal vivo con le tecnologie di oggi, mia madre forse rimase un po' scossa dal contenuto forte delle immagini ma del resto anche io e mia sorella,chi nn lo rimarrebbe vedendo la condizione della parte oscura delle megalopoli.


eccovi il trailer di LIFE IN LOOPS e il link del sito ufficiale http://www.lifeinloops.com/

martedì 8 settembre 2009

SI PUO' FARE -TRAILER-




Provincia milanese, primi anni '80. Sono i primi tempi di applicazione per la legge 180 sui trattamenti sanitari, quella comunemente chiamata con il nome del suo promotore, lo psichiatra Franco Basaglia e che abolì di fatto i manicomi, almeno per come erano allora intesi. Per molte persone un tempo riunite in quelle strutture, lo sbocco furono associazioni e cooperative di vario tipo, il più delle volte tali solo nei nomi, ma non nei fatti visto che il lavoro o la vita sociale che doveva esserne la base veniva mitigata da troppo intense dosi di sedativi. Una premessa da cronaca (drammatica) sembrerà inadatta per questo film che, nonostante il contesto, ha i toni della commedia, ma è importante per sottolineare la bravura dei suoi autori.
La capacità con cui Fabio Bonifacci (sceneggiatore) e Giulio Manfredonia (regista e co-sceneggiatore) sono riusciti a raccontare una storia dai tanti personaggi e dalle mille sfumature, in maniera così credibile e avvincente è cosa rara. Ancor più perché evitano di utilizzare i possibili eccessi dei "malati" per snodi narrativi o per rifugiarsi nei colpevoli occhi degli esterni. Si parla di persone e su queste viene ad essere costruito anche un interessante discorso sul lavoro e il capitalismo, un argomento che oggi come allora ha difficoltà a trovare un equilibrio. Non c'è ideologia, tutto viene raccontato senza idealismi o estremi, ma con semplicità, facendo sempre pensare che non ci sia soluzione diversa per i personaggi, si scava così tanto che non si può non accettare quanto accada. Il fatto che l'ispirazione sia reale (come appare nella didascalia finale), che davvero ci siano stati, e ci sono tuttora, lavoratori altrove messi ai margini, protagonisti di una cooperativa che monta parquet è solo l'ennesima conferma che si stia parlando della realtà, già prima si crede alla storia.
Buona parte del cast ha lavorato per un mese prima di mettersi davanti alla macchina da presa.